Cronaca — 20 luglio 2013 17:02

13 anni di botte da Massimo Di Cataldo. Dopo le foto shock dell’ aborto su Facebook, oggi risponde il cantante. E i social non ci credono

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Un volto tumefatto, lividi, un naso sanguinante, l’espressione devastata e un grumo di sangue su un lavello, forse un aborto. Le immagini che nella tarda serata di ieri sono state pubblicate sul profilo Facebook di Anna Laura Millacci, storica compagna del cantante Massimo Di Cataldo, hanno sdegnato e shoccato la rete. “Caro Massimo Di Cataldo non avrei mai voluto arrivare a dire pubblicamente che uomo sei[...]. Tu che ci tieni così tanto alla tua faccina angelica.. alla tua carriera ormai fatiscente al punto che hai scelto di convivere con due personalità diverse ed opposte” scriveva la donna. “Queste foto che ho postato sono di venti giorni fa. Ho pensato a lungo se farlo o meno. Ma credo nella dignità e nel rispetto delle donne. Ci sono donne che ogni giorno subiscono violenze e continuano a perdonare. Io il signor di Cataldo, faccia d’angelo e aspetto da bravo ragazzo l’ho perdonato tante volte. Anche quando ero incinta mi ha picchiata e rosalù é un miracolo sia nata. Questa volta le botte me le ha date al punto da farmi abortire il figlio che portavo in grembo“.

Le foto sono fortissime e fanno il giro della rete in pochissime ore suscitando l’ira di centinaia di donne,compresa l’opinionista Selvaggia Lucarelli che si è duramente schierata contro il cantante invitando tutte le donne a denunciare i compagni violenti. Le accuse, d’altro canto, non sono da meno. 13 anni di percosse e un passato, quello di Massimo Di Cataldo, da orco (almeno stando a quanto scrive la Millacci, “non parlare più di donne nella tua musica perchè le hai sempre menate. E lo sa bene anche la tua ex moglie”).
Mentre un terremoto si abbatteva su Massimo Di Cataldo, lui era a ritirare il premio Lunezia. Di Cataldo è salito emozionato sul palco e ha dichiarato: “Non capisco è la madre di mia figlia, io la amo tutt’ora. Non capisco, mi vuole diffamare. Magari ha le sue aspirazioni che non riesco a capire. Ma non riesco a parlare male di lei”. Poco fa, ancora una volta, mentre anche i telegiornali riportavano la notizia, Di Cataldo è tornato sull’argomento scrivendo su Facebook. “Sono sconvolto. Come può una donna, madre di mia figlia, arrivare a tanto, alterando la realtà, solo perchè una storia finisce? Farò di tutto per tutelarmi, prima come uomo e poi come artista”.

Intanto, sui social network monta la polemica. Centinaia gli utenti che mettono in dubbio la veridicità della storia e delle foto: “La gogna mediatica dovrebbe arrivare solo dopo che si sono accertati i fatti”, “mi sa tanto di pubblicità, giustizia e dignità hanno altre vie”, “e questa invece di andare alla polizia pubblica le foto un mese dopo? La cosa mi puzza”.
Resta solo l’amaro in bocca e le note sdolcinate delle canzoni di Di Cataldo che, in un modo o nell’altro, suonano ormai come stucchevoli bugie.

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