Cronaca — 13 gennaio 2013 20:27

A Pechino non c’è più il sole: “peste dell’aria, non uscite di casa!”

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Se a Pechino alzi la testa e non ti procuri una congiuntivite puoi ammirare uno spettacolo drammaticamente sconcertante. Il fascino perverso dell’inquietudine, l’attrazione inevitabile verso il diverso: un sole opaco, spento, perfettamente nitido nei suoi contorni e privo di tutta la sua maestosa potenza. Un sole surrogato, di quelli che puoi guardare dritto negli occhi, tanto ad abbassare lo sguardo sarà lui.

Il sole nero di Pechino è già un miracolo considerato che nella capitale cinese, negli ultimi giorni, non si è vista traccia di un raggio di luce. Il trionfo del grigio, che ovatta e soffoca tutto, l’inarrestabile potenza dello smog che, con la sua nebbia tossica e pericolosa, ha spento perfino la stella più luminosa dell’universo da noi conosciuto.
Livelli così alti di polveri sottili e inquinamento atmosferico non si ricordano nella storia del mondo: 845 microgrammi per metro cubo (pensate che i macchinari per rivelarlo, in molti casi, non superano i 500 nella loro scala valori), un numero 14 volte superiore ai livelli imposti dagli standard sanitari. Lo smog di Pechino non è aggirabile con mascherine e, a meno di una fortissima tempesta di vento – peraltro non prevista dal meteo cinese, galleggerà nell’aria per ancora diverse settimane.

Le autorità hanno lanciato l’allarme, le prossime 48 ore saranno da allarme rosso. L’aria di Pechino è pericolosa e potrebbe arrecare seri danni alla salute, l’invito – da prendere come un monito o un imposizione – è quello di restare a casa, con le imposte sigillate, ma i cinesi proprio non ci stanno. A risentirne sarebbe la produzione del paese con la maggiore espansione del mondo, quella stessa produzione inarrestabile che oggi impedisce agli abitanti diPechino (10 milioni di teste in continuo movimento)perfino il più naturale ed essenziale atto umano, quello di respirare.

Foto sconcertanti e notizie allarmanti stanno già facendo il giro del mondo. Dagli Usa all’Europa si accendono polemiche e si titolano pagine da iperventilazione (davvero troppo per gli abitanti di Pechino). Così, mentre Quotidiano.net parla addirittura di “peste dell’aria”, a Pechino gli occhi sono tutti puntati su quelle centraline tarate a 500, le stesse che permetteranno agli abitanti di tirare un sospiro di sollievo, o comunque un respiro degno di questo nome.

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