Cronaca — 12 novembre 2013 13:33

Anisakis: parassita mortale nei bastoncini di pesce, comprati al Carrefour di Genzano. Risarcimento di 10 €

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Ci sono persone che vanno fino all’altra parte del mondo per provare le specialità a base di vermi e insetti. Ci sono altre che invece scendono al supermercato sotto casa e ottengono lo stesso. Ma quali mercatini di Bangkok, quali bancarelle di Taiwan. Un bel Carrefour a Genzano di Roma e passa la paura. Oggi parliamo di bastoncini di pesce infettati dal pericoloso Anisakis, il cosiddetto verme del pesce crudo. Un’altra bella notizia per augurarvi il buon pranzo.
Succede che un signore compra i famosi bastoncini di merluzzo così da cucinarli per pranzo alla figlioletta di cinque anni e per ben due volte trova dentro l’anisakis, un pericolosissimo parassita che può portare fino alla morte.
L’utente pubblica la foto su Facebook chiedendo agli utenti di condividere. Ottiene un po’ di rumore, tanto che l’azienda produttrice lo contatta per scusarsi. Come risarcimento un bel buono spesa di 10 euro per i prossimi acquisti, magari altri bastoncini infetti.

Ma stiamo scherzando? Questo rischia per ben 2 volte di farsi perforare l’intestino da una larva che provoca ulcera, vomito, vertigini, danni neurologici e per la quale spesso è necessario un intervento chirurgico, e l’azienda se ne lava le mani con 10 euro di buono sconto? Giusto per farvi capire quanto è pericoloso l’Anisakis vi riporto il video che Nadia Toffa ha realizzato nella scorsa edizione delle Iene intervistando un medico.

L’Anisakis e le sue larve infettano merluzzi, sardine, acciughe, triglie, calamari, seppie, sgombri, tonni, naselli e pesci spada. Per eliminarlo serve l’esposizione a temperature freddissime (da qui la legge europea che  impone ai produttori di pesce e i ristoratori di tenere il pesce fresco a una temperatura di -26° per un periodo di almeno 24 ore). In Giappone, dove il pesce crudo si mangia di frequente, causa migliaia di vittime ogni anno.
Come mai un prodotto surgelato porta con sè ancora l’Anisakis. L’inquietante scenario della conservazione dei prodotti si spalanca davanti a noi. Ma questa è un’altra storia e di cattive notizie abbiamo già fatto il pieno.

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2 commenti su “Anisakis: parassita mortale nei bastoncini di pesce, comprati al Carrefour di Genzano. Risarcimento di 10 €

  1. paolo on said:

    no ragazzi, non si possono diffondere notizie false in questo modo.
    faccio il ricercatore e mi occupo di questo parassita, pertanto mi permetto di fare delle precisazioni.

    1- anisakis non è mortale (potrebbe esserlo in caso di gravissime allergie, ma è come dire che una vespa è letale)
    2- muore per congelamento e cottura
    3- è quasi normale, per alcune specie di pesce, trovarlo nei filetti, morto.

    4- se la foto scattata dal signore che dice di aver rinvenuto una larva nei bastoncini è vera, per di più si tratta di un “cugino” di anisakis, ma non di anisakis (si evince dalle caratteristiche morfologiche, ad occhi esperti). Ma cmq MORTO.

    rispondo ai commenti:

    5- la larva era priva di vita, non c’è stato nessun buco nella catena del freddo

    6- inneggiare a sciperi della spesa senza informarsi bene prima è criminale

    Info corrette le trovate qui:

    http://www.ilrestomancia.info/cucina-pensante/trovata-bufala-nei-bastoncini-findus/

    e qui:

    http://www.ilrestomancia.info/cucina-pensante/abbatta-quelle-alici-comandante/

  2. aladino on said:

    Strano che il parassita sia sopravvissuto. Evidentemente un buco nella catena del freddo. Comunque l’utente dovrebbe specificare anche se il parassita era ancora vivo e se il prodotto era stato cucinato. Se cucinato inoltre dovrebbe specificare se è stato cucinato adeguatamente perché si sa che Anizakis non sopravvive alle alte temperature per più di qualche minuto. In ogni caso il parassita anche se morto potrebbe causare allergie e nei prodotti a noi venduti non dovrebbe essercene traccia. Possibile che non ci siano dei controlli adeguati per scongiurarne la presenza ? Noi consumatori dovremmo scendere in campo, io proporrei uno sciopero del consumo di pesce in generale. Vedi che così fanno controlli più seri.

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