Web — 28 febbraio 2013 10:51

Apple e Facebook “sposano” i matrimoni gay. Ecco perchè

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L’azienda del melafonino guidata da Cupertino, rinnova il suo impegno per difendere i diritti degli omosessuali. Grazie al sostegno di tutte le “big company” americane sta spronando la Corte suprema degli Stati Uniti, affinchè renda legittimo il matrimonio gay. Scelta completamente disinteressata?

Facebook, Amazon, Microsoft, Google sono solo alcuni dei nomi delle duecento più importanti aziende americane che si stanno schierando contro il Defence of Marriage Act, la discussa legge risalente agli anni ’90 che sancisce il riconoscimento dei diritti solo delle coppie eterosessuali. Anche Barak Obama, proprio nel discorso d’insediamento del suo secondo mandato presidenziale, pronuncia parole di conforto per le coppie gay, rinnovando il suo impegno ad intervenire anche direttamente a loro favore, sulle decisioni della Corte Suprema.

Non è la prima volta che la Apple esprime il suo punto di vista. Nel 2008 è stata una delle prime società a partecipare alla campagna “It gets better” contro la piaga del bullismo omofobico. Nello stesso anno ha donato la cifra di 100mila dollari per la campagna di abolizione della Proposition 8, il referendum che ha vietato i matrimoni gay all’interno dello Stato della California dopo che erano stati legalizzati dal Parlamento dello Stato. Questa battaglia fa onore alle grandi della Silicon Valley ma non si può negare che questa decisa presa di posizione non abbia dei risvolti legati ad interessi di produttività delle aziende stesse. Anche Bloomberg dichiara che questa forte discriminazione, causa enormi effetti negativi. Il dipendente oltre a lavorare controvoglia si sentirà sempre inadeguato all’interno del posto di lavoro. Senza contare inoltre, che l’operazione di ricerca di nuove risorse umane diventerà sempre più difficoltosa : se manca una tutela legale è impossibile far emergere i talenti timorosi di essere sempre e continuamente discriminati.

Non solo le “grandi” aziende protestano. Anche un gruppo di impiegati facenti parte delle stesse società, ha deciso di schierarsi in prima linea preparando un documento che rimette in discussione anche la Preposition 8 della California. Quest’ultima legge insieme al Defence of Marriage Act, costringe tutti i datori di lavoro a riservare un diverso trattamento tra coppie sposate etero e omosessuali. In molti casi si impone di discriminare anche andando contro la policy aziendale interna soprattutto in tema di assicurazione sanitaria.

Il 26 e 27 marzo per la prima volta il Presidente degli Stati Uniti Barak Obama si presenterà davanti alla Corte Suprema sostenendo che il Defence of Marriage Act “viola la garanzia fondamentale di ugualianza davanti alla legge “e vieta a “decine di migliaia di coppie omosessuali, legalmente sposate nei loro Stati, di godere degli stessi vantaggi federali delle coppie eterosessuali.”

 

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