Cronaca — 5 febbraio 2013 18:36

Beppe Grillo ha ucciso la mia famiglia nel 1981 e non vuole parlarmi. Parla Cristina, la figlia sopravvissuta

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Beppe Grillo non può entrare in Parlamento, almeno secondo le regole interne del M5S. Perchè? A causa della sua condanna per omicidio colposo. Non lo sapevate?

L’antipolitico per eccellenza qualcosa in comune con molte delle illustri figure che abitano gli scranni della politica italiana ce l’ha: un reato. Niente truffe, inganni, raggiri o acquisti milionari effettuati a propria insaputa. Beppe Grillo guidava un auto in cui sono morte 3 persone. Il comico non l’ha mai nascosto e, anzi, ha recentemente ripercorso quel doloroso episodio definito “di vita privata” costato la vita ad alcuni amici. Qualora ve lo foste perso ci pensa Cristina Giberti a rinfrescare la memoria a tutti. Ma andiamo con ordine.
Era l’anno 1981 e Grillo percorreva la strada militare che da Limone Piemonte porta sopra il Colle di Tenda a bordo del suo fuoristrada. Si trovava in macchina con quattro amici con i quali aveva trascorso il weekend dell’Immacolata. A quota 1400 metri, la macchina scivola su un lastrone di ghiaccio e precipita in un burrone profondo 80 metri. Grillo si salva gettandosi fuori dall’abitacolo ma gli amici- i coniugi Renzo e Rosanna Giberti e il figlio di questi, Francesco, 9 anni – muoiono nello schianto. Salva anche l’altra figlia, Cristina, rimasta a casa di un’amica a guardare un cartone. Oggi quella bambina è una donna e , a distanza di 31 anni, si sfoga su Vanity Fair.

“Chiedo solo di incontrare il signor Grillo. È un gesto che devo a me stessa” dice la Giberti alla giornalista. “Fra tutti quelli che in questo periodo sentono continuamente parlare di lui e vedono la sua faccia e leggono ovunque le sue parole ci sono anche io, e lui dovrebbe ricordarselo, e dovrebbe capire l’effetto che mi fa. Ogni giorno penso a come sarebbe la mia vita se i miei genitori e mio fratello fossero ancora con me”. Cristina parla a ruota libera, descrive con dovizia di dettagli l’incidente: il ghiaccio, lo sbandamento, lo scontro con la roccia. Poi però, ed è naturale, una domanda sorge spontanea: “come mai questa storia viene fuori solo adesso, in piena campagna elettorale?”.

“Sento i media che parlano continuamente di lui e del perché non si candida, e ogni tanto fanno anche vaghi riferimenti alla morte dei miei cari – dimenticare è impossibile” dice Cristina. “Tutte le domande che ho cercato di seppellire – che mi tormentano con i loro perché – sono tornate a galla. [...] Ho anche telefonato al suo ufficio stampa: ho espresso il desiderio di un confronto privato, mi hanno promesso che mi avrebbero fatto sapere. Mi ha richiamato un nipote di Grillo: mi ha spiegato che tutta la sua famiglia aveva sofferto per l’incidente, che non era il momento di ritornare sull’argomento.  Ma per me il momento è questo: sono cresciuta, sono mamma, sono pronta per sapere e per parlare”.

Oggi Cristina ha un altro cognome, quello del marito, è mamma, fa volontariato e la sua storia è quella che potrete leggere in edicola da domani.
Prima di pubblicare la storia, la redazione di Vanity Fair ha contatto Grillo per chiedere un eventuale confronto ma da lui è arrivato un secco no.

 

 

 

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3 commenti su “Beppe Grillo ha ucciso la mia famiglia nel 1981 e non vuole parlarmi. Parla Cristina, la figlia sopravvissuta

  1. alessandro on said:

    ma per carità!
    ma ci rendiamo conto su quale testata esce l’intervista? ” vanity fair! in parlamento c’è gente condannata per mafia, per corruzione, per concussione…non ho votato grillo, ma mi state facendo venire la voglia di votarlo.

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