Cronaca — 22 febbraio 2013 12:57

Berlusconi e il voto di tasca, Bersani e Monti per la testa, I Fratelli d’Italia pensano al di dietro. Ma gli italiani non capiscono e usano gli occhi

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Si vota con la testa ma anche con la tasca. Così pare esprimersi Berlusconi, accusato di imbrogliare le persone con la lettera sulla restituzione dell’Imu, che ha già spinto qualcuno, a Genova, a recarsi nei CAF per chiedere cash e battere cassa. Poi ci sono Bersani e Monti che mirano alla testa e i Fratelli d’Italia, che invece, suggeriscono di non seguire il culo ma di affidarsi al cuore. Può essere che abbiano tutti ragione (o più plausibilmente nessuno di loro), ma come fanno gli elettori a capire qual è la loro vera convenienza politica? Non fanno, sostiene il linguista Tullio De Mauro.

Secondo uno studio condotto dal noto Professore, “Più della metà degli italiani (un numerone) ha difficoltà a comprendere l’informazione scritta e molti non capiscono nemmeno quella parlata. Si tratta del fenomeno ormai diffuso dell’analfabetismo di ritorno della popolazione italiana, che ha influenze negative anche sulla capacità di scelta degli elettori” così si legge in un articolo di Luigi Franco apparso sul Fatto Quotidiano. Più che con la tasca o con la testa, gli elettori votano con la pancia perché la difficoltà di comprensione non consente di sviluppare in modo adeguato gli strumenti d’analisi e di controllo sull’operato delle classi dirigenti, riflettendo conseguenze negative sul funzionamento della stessa Democrazia. Le responsabilità, come sempre, sono della politica.

Ma i professoroni vanno sempre in coppia e così si aggiunge anche Natalia Visalli, che invita gli elettori, quando si recheranno al seggio, a guardarsi intorno per vedere in quali condizioni vivono gli alunni delle scuole italiane. Stessa denuncia di Tullio De Mauro, che è anche stato Ministro della Pubblica Istruzione nel Governo Amato per poco più di un anno, dal 25 aprile 2000 all’11 Giugno 2001(era troppo bravo per restarci di più), il quale denuncia la mancanza della voce “funzionamento delle scuole” nell’agenda dei gruppi dirigenti.
Beh, mi sembra chiaro: se andate a votare usate quindi gli occhi e già che ci siete, apriteli!

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