Cinema — 26 dicembre 2012 23:55

Box Office di Natale, risate amare: l’Italia dei cinepanettoni trionfa con I soliti Idioti. Vita di Pi capolavoro incompreso

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Quest’anno doveva andare tutto liscio, ho addobbato l’albero con una speranza tutta nuova e ho accolto la mezzanotte con una rassicurante certezza nel mio cuore: questo Natale non ci sarà il Cinepanettone. Niente uomini panzuti chiusi dentro un armadio, niente strafighe in un push up che gridano “Cielo mio marito!”, niente “pi-papaparapo” o altre canzoni dance da villaggio turistico. “Quest’anno le cose andranno diversamente”, lo pensavo sorridente mentre addentavo una fetta di pandoro.
E invece no.

Ancora peggio di qualsiasi “Natale a…”, tanto da far sembrare De Sica e company i protagonisti di raffinate pellicole da Orso D’Oro a Berlino, ci sono loro: I due soliti idioti.
Mandelli e Biggio, protagonisti di una sceneggiatura di altissimo livello, strutturata secondo narrazioni inaspettate e dialoghi serrati la cui parola più ricorrente è senza dubbio alcuno “cazzo”. E allora gridiamolo a voce piena, imprechiamo citando il più nominato muscolo maschile così come ho fatto io quando ho letto i dati del box office natalizio. 943mila euro solo il giorno di Natale e 3.6 milioni dall’uscita: I due soliti idioti è il film di Natale più visto degli ultimi giorni, battuto solamente nella giornata del 25 dal tradizionalissimo De Sica e il suo Colpi di Fulmine (1.2 milioni di euro).
La domanda è solo una: perché?
I primi tre posti in classifica sono occupate da commedie made in Italy (al terzo c’è Tutto tutto niente niente di Albanese) e, per quanto possiamo gioire per il cinema del nostro Paese, i risultati sono decisamente sconfortanti. Mettiamo da parte Albanese che si porta dietro l’eredità e le aspettative di un passato mai tornato, passi pure De Sica in versione prete che con il rinnovo di registi e cast (con una Arisa che va più di moda di una borsa della Minetti) ha provato – seppur con scarsi risultati – ad elevarsi, ma I Due soliti idioti proprio no. Perché un film del genere dovrebbe essere guardato al cinema e non al computer, in uno streaming che magari ci impedisca di comprendere i dialoghi, mentre si è incapaci di intendere e di volere, magari sotto gli “stupefacenti” effetti di qualsivoglia sostanza che ci privi della volontà e della ragione? E finiamola ‘co sta storia della gente che ha voglia di ridere, che fuori c’è la crisi e si piangono lacrime amare! I due soliti idioti non fa ridere, è anzi uno dei film più tristi della storia del cinema, un vero dramma tutto italiano! Una risata ci seppellirà, anzi, ha già sotterrato mezzo paese.


Perché non torniamo alle tradizioni natalizie in cui il film da vedere sotto l’albero era quello Disney? “Forse perché il film di quest’anno è una commedia da nerd per over 14!” potreste rispondermi (Ralph Spaccatutto è solo sesto. 380mila euro). Ma allora quale risposta mi date per lo spettacolare Vita di Pi, soltanto al quinto posto con 486mila euro)? Il capolavoro di Ang Lee è firmato da uno che riusciva a far sembrare 3D perfino i film che non lo erano (pensate alla “Tigre e il Dragone”), immaginate cosa ha potuto fare con un film che le 3 dimensioni ce le ha tutte (Ps: io credo di averne vista perfino una quarta). Vita di Pi ha tutti gli ingredienti di un successo trasversale: ha la spettacolarità delle immagini (eccellente la fotografia, da apprezzare unicamente in sala), ha gli effetti speciali dei migliori blockbuster di Hollywood (la scena del naufragio vale da sola il prezzo del biglietto), ha le atmosfere orientali che vanno tanto di moda (sull’onda di Pechino Express), ha la magia e le atmosfere da fiaba che fanno tanto “Natale al  cinema coi bambini” (c’è perfino una balena alla Pinocchio) e tutta la poesia e la profondità di una storia che farà riflettere perfino il più prevenuto dei cinofili (l’intero film è una straordinaria allegoria). Un film che, magari non vi farà sbellicare dalle risate ma che, sono sicuro, vi estranierà dalla dura realtà per un paio d’ore portandovi nella dimensione del sogno. Possiamo dire lo stesso per I due soliti idioti.

Beh, in fondo, cosa vuoi che siano 8 euro per sentire frasi – e cito testualmente da una scena del film  – di questo calibro: “chi è? Sto cazzo!”. Già…
Già.

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5 commenti su “Box Office di Natale, risate amare: l’Italia dei cinepanettoni trionfa con I soliti Idioti. Vita di Pi capolavoro incompreso

  1. Sono assolutamente d’accordo. Ieri alla fine di “Vita di pi” una “signora” ha esclamato “una cagata”. L’unica spiegazione che siamo riusciti a darci è stata che avesse sbagliato sala e in realtà fosse destinata a quella dei soliti idioti. Sarebbe stata quella più adatta senza ombra di dubbio.

  2. Matteo on said:

    Non c’è una sola parola di questo articolo che non condivido. Vita di Pi è un film bellissimo… su quei due non c sn parole

  3. susanna on said:

    Analisi perfetta di una vera schifezza di film
    Io per prima non mi ero informata dei commenti al film… non capiterà mai più … spero… di buttare 8 euro in quel modo.

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