Cronaca — 2 aprile 2013 12:03

Ecco chi sono i 10 saggi che, da oggi, dovrebbero salvare il Paese. Nessuno sta con Grillo

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fonte foto: Ansa

Dove eravamo rimasti? Ai dieci saggi del Presidente Napolitano scelti per risolvere lo stallo politico del dopo elezioni e al Governo Monti, vituperato da tutti ma l’unico in carica. Oddio saggi; Don Gallo si è chiesto se esistono ancora saggi in questo paese. Sono piovute critiche a iosa sul Capo dello Stato che ha tirato fuori dal cilindro questa idea poco entusiasmante per tutti. Cosa devono fare i dieci di-sag-gi-ati riuniti a partire da stamani dal Capo dello Stato? Elaborare un programma politico-sociale condito da una riforma istituzionale da far condividere a tutti quelli che devono starci per forza, per andare alla soluzione unica possibile, un Governo politico a maggioranza PD-Pdl-Scelta civica. I saggi provengono tutti da quelle parti, dato che il M5S si è ritirato sull’Aventino e l’unica cosa che fa è insultare e far finta di essere operativo in uno scenario ingessato, oltre che essere oggetto di equivoci, tipo, ma è vero che Vito Crimi è stato proposto come Presidente del Consiglio? O è un pesce d’Aprile? Ma è vero che un Governo Bersani avrebbe potuto funzionare anche con la sola fiducia alla Camera? Ma è vero che il Governo Monti non lo vuole nessuno ma può funzionare anche senza il rapporto di fiducia con il Parlamento? Ma è vero che CIP e Ciop sono due scoiattoli? Confusion, cantava il ritornello di una canzone degli anni 80.

Oggettivamente, l’unica proposta del M5S è che vogliono far funzionare il Parlamento, mettersi all’opera e produrre leggi invece di perder tempo con queste formalità democratiche del Presidente della Repubblica che vuole a tutti i costi un Governo politico partorito dal risultato di elezioni democratiche non per caso chiamate politiche. Stando cosi le cose e dato che al Pd e al Pdl non rimane che la tattica, il Presidente Napolitano ha fatto l’unica cosa che poteva e che sa fare, affidarsi al metodo democristiano, l’unico che ha sempre funzionato in Italia. Ed ecco i dieci saggi, gli unici che risolveranno la faccenda, per l’appunto, democristianamente dal momento che i rivoluzionari di questo paese sono sempre (per fortuna?) delle macchiette. Dovessero fallire loro sapremo che l’Italia non è più la stessa. Almeno fino a nuove elezioni.

Valerio Onida: presidente dell’Associazione Italiana dei Costituzionalisti, del comitato direttivo della Scuola Superiore della Magistratura e professore di Diritto Costituzionale presso l’Università degli Studi di Milano.

Mario Mauro: è stato capo delegazione del PdL (in seno al Partito Popolare Europeo) a Bruxelles dal 2009 al 2013 e vicepresidente del Parlamento Europeo dal 2004 al 2009.

Gaetano Quagliariello: presidente vicario dei senatori del PdL e membro della Commissione Giustizia di Palazzo Madama.

Luciano Violante: è stato Presidente della Commissione parlamentare antimafia dal 1992 al 1994 e della Camera dei Deputati dal 1996 al 2001.

Enrico Giovannini: presidente dell’Istat.

Giovanni Pitruzzella: presidente dell’Antitrust.

Giancarlo Giorgetti: È capogruppo per la Lega Nord alla Camera dei Deputati per la XVII Legislatura e segretario nazionale della Lega Lombarda dal 2002 al 2012.

Filippo Bubbico: senatore del Partito Democratico, è presidente della Commissione permanente per l’Industria, il Commercio e il Turismo.

Enzo Moavero Milanesi: è il Ministro per gli Affari Europei del Governo Monti ancora in carica.

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Un commentu su “Ecco chi sono i 10 saggi che, da oggi, dovrebbero salvare il Paese. Nessuno sta con Grillo

  1. Roberto Conigliaro on said:

    Gli unici veri badanti della Democrazia italiana sono sempre stati i democristiani. Fino ad oggi.

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