Cronaca — 11 settembre 2012 20:56

Guerriglieri espiantano cuore a uomo vivo con uno scalpello. La vittima, sui banchi di scuola, era cosciente (VIDEO)

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La storia non merita troppi giri di parole, non ci sono punti di vista o prospettive diverse per raccontarla. L’angolazione è dritta, e punta in faccia come un pugno nel buio.
Nazione Unite, delegazione per i diritti civili, non ci sono istituzioni che tengano perché il traffico illegale di organi, pratica diffusissima negli anni ’90 (durante la guerriglia gli organi veniva addirittura “rubati” nel sonno e venduti al mercato nero), continua ad essere ancora ben presente in Kosovo. E nei modi peggiori.
A farne le spese sono spesso i prigionieri serbi, e anche stavolta la vittima è un prigioniero di Belgrado. Gli hanno espiantato il cuore a sangue freddo, senza anestesia o farmaci di nessun tipo. E lo hanno fatto in un modo lento e doloroso, degno della peggiore barbarie. A raccontare la vicenda con dovizia di dettagli è stato proprio l’esecutore, un guerrigliero indipendentista albanese dell’esercito di liberazione del Kosovo (Ukc). E lo ha fatto in tv, al primo canale della tv serba, come il protagonista di un reality show.

“Mi hanno dato uno scalpello e mi hanno detto che non c’era molto tempo” racconta il carnefice. “Abbiamo fatto l’intervento nella classe di una scuola, lui (la vittima, ndr.) era distesa sui banchi ed era cosciente, forse svenuto. Ho cominciato a tagliare e il sangue è subito schizzato fuori”.
Secondo la ricostruzione, all’intervento avrebbero partecipato anche due medici, addestratori dei guerriglieri Uck.
“Mancavamo di forbici adatte e così abbiamo tagliato le costole con un pugnale. Abbiamo aperto la cassa toracica, sezionato le arterie e abbiamo preso il cuore che batteva ancora”.
L’organo, trasportato a Tirana, è stato consegnato a uno straniero che è salito a bordo di un aereo privato.

Le accuse verso il traffico illegali di organi vengono portate avanti da Belgrado da oltre un decennio. Un rapporto del parlamentare svizzero Dick Marty, approvato nel 2001 dall’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, ha confermato la tesi. E mentre L’UE ha aperto un’inchiesta, il premier Hashim Thaci, ex leader Uck, continua a negare.

VIDEO: Guarda la testimonianza choc.

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