Cronaca — 20 aprile 2013 18:15

Il Presidente della Repubblica è ancora Giorgio Napolitano. Fotografia di un Paese che non sa cambiare

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GIORGIO NAPOLITANO E’ DI NUOVO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. RODOTA’ DEL MOVIMENTO 5 STELLE SI FERMA A 160 VOTI MENTRE IL NEO-EX PRESIDENTE CONQUISTA LA MAGGIORANZA DEI 504 VOTI.

E così, mentre Grillo prende il suo pullman e punta verso Roma, Giorgio Napolitano vorrebbe prendere il primo aereo per qualsiasi luogo del mondo. Benvenuti in Italia signori, il Paese che non cambia. Statico nella sua impantanata immobilità, bloccato nel suo pantano di incertezze e dubbi, il nostro Paese è di nuovo al palo. Vecchio, monocorde, privo di creatività e colore; la voce automatica di Laura Boldrini che legge per 504 volte “Giorgio Napolitano” ne è la metafora perfetta. Nessuna aria nuova in cucina, se non l’odore di mortadella affettata fuori dal Quirinale. E’ già perché i nostri politici, se c’è una cosa che sanno fare davvero, è fare del puro intrattenimento. Lo stesso che si vedeva al Salone Margherita dei tempi d’oro, quando tra Valeria Marini e Pamela Prati c’era la signora Leonida.

C’è chi fa incursione in aula con magliette dagli slogan ironici e chi affetta salumi in piazza. C’è perfino chi vota un divo dell’eros come suo Presidente e chi festeggia per la rielezione di Super Giorgio. Ma cosa vuoi festeggiare? Immaginate la vita di questi politici signori: prima rappresentanti di istituto al liceo, poi volti della politica giovanile, sacrifici, scatti di carriera, brindano con gli amici per l’arrivo in Parlamento,  festeggiano, conquistano il diritto di votare addirittura il Presidente, prendono la scheda in mano e scrivono VALERIA MARINI. Ma siamo seri?

Mentre il Paese muore si fanno strategie da quattro soldi. Si fanno promesse che hanno la stessa sincerità dei soldi del Monopoli, si stringono accordi bilaterali che vengono rispettati solo da una parte e si richiama un quasi novantenne che, sinceramente, di morire al Quirinale dopo 7 anni di fuoco alle spalle, magari non ne aveva nemmeno voglia. Come bambini viziati che hanno appena rotto il giocattolo, i parlamentari richiamano il papà per nascondersi dietro le sue gambe. Imparate a volare da soli, innalzatevi dai vostri scranni, prendete coraggio e responsabilità e spiccate il volo. Qualora doveste schiantarvi al suolo, ve lo assicuro, nessuno se la prenderà a male. Piuttosto vi passerebbe sopra con la macchina.

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