Dal mondo — 7 giugno 2013 12:31

Il prof che inventa la macchina per tradurre il linguaggio dei cani: “usano fonemi simili ai nostri”

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Se anche voi prendete per idiota la vostra amica che continua a dialogare con il suo barboncino o siete stufi di ascoltare gente che chiede al proprio cane se ha mangiato tutta la pappa ricredetevi! “I cani usano fonemi simili alle parole e combinano tra loro quello che potremmo definire un chiacchiericcio sociale”. Lo ha detto l’emerito professor Slobodchikoff, docente presso la facoltà di scienze biologiche della Northen Arizona University.

Secondo il professorissimo – che ha dedicato gli ultimi 30 anni della sua vita al linguaggio animale, fondando persino la “Animal Comunication society” – i cani avrebbero delle forme comunicative complesse, simili a quelle del linguaggio umano. La dichiarazione è la conseguenza di uno studio approfondito sui cani della prateria. Questi riuscirebbero a comunicare chiaramente la stazza e la tipologia di predatore che si avvicina: esseri umani, coyote o altri cani, e lo farebbero attraverso abbaiati e latriti distinti, in codice, comprensibili per loro e tra loro.

Secondo il prof. Slobodchikoff sarebbe già possibile costruire apparecchi grandi come telefoni cellulari che, nel giro di qualche anno, ci permetterebbero di parlare davvero con i nostri animali. “Abbiamo tutte le tecnologie a disposizione” informano dalla Northen Arizona University.
Entro il 2023 Valentina potrà parlare al telefono con il suo Igor e raccontargli la sua giornata. Il passo successivo prevede una sigaretta da fumare accaldati. Ma questa è un’altra storia.

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