Musica — 16 febbraio 2013 14:55

La Stampa: riscriviamo le regole di Sanremo. Basta con l’Annalisa o il Mengoni di turno.

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Sanremo: Marinella Venegoni proprio non ci sta! Per lei è no, come direbbe un giudice di quei reality su cui si scaglia con tanta foga. La giornalista e critica musicale de “La Stampa”, la stessa che ogni primavera siede alla corte di Maria De Filippi a sparare giudizi sui finalisti di Amici, ha deciso che “è arrivato davvero il momento di riscrivere le regole del Sanremone“. Sapete perchè? Perchè – e cito testualmente – “Arrivasse pure, in concorso l’anno prossimo, la Nona di Beethoven, sarebbe surclassata nel televoto dall’Annalisa o dal Mengoni di turno cui va la devozione televisiva dei seguaci di Amici X Factor”.
Brava Marinella, facciamo così: riscriviamo le regole di Sanremo e già che ci siamo ripristiniamo le leggi del fascio.
Regola 1: se provieni da un talent show non puoi entrare nella città dei fiori.
Regola 2: qualora nella tua vita tu avessi avuto la sfortuna di incrociare Maria De Filippi non potrai presentarti sul palco, a meno che tu non ti faccia cucire una stella di David sulla manica del vestito.
Regola 3: Bandita la lettera X dell’alfabeto.
Regola 4: non potrai presentarti in gara se sei uno di quei cantanti senza cognome. Basta con Annalisa, Chiara, Emma.Verranno ammessi solo cantanti con nome e cognome. Doppio nome e cognome saranno valutati positivamente. I Cordero di Montezemolo e i Ripa di Meana verranno automaticamente candidati al premio della critica.

Ma la Marinella, che è persona concreta, non si limita a dettare regole ma propone persino le soluzioni. Secondo la giornalista ci sarebbero quattro strade. La prima, votata alla rassegnazione, prevede di  ”far diventare il Festival un supertalent-show, un derby Amici contro X Factor o The Voice o qualunque nuova diavoleria spunti dall’etere”.
La seconda, decisamente più morbida, vorrebbe ” escludere gli ex partecipanti ai talent show dalla gara, per impedire che soltanto e sempre loro siano oggetto d’amore del televoto”. Poi c’è una terza via, molto democratica: “abolire il televoto e affidare il giudizio soltanto a una giuria, come accade nei Festival dei Cinema”. E infine, con il volto rigato dalle lacrime, si potrebbe anche “lasciar le cose come stanno, e veder scomparire via via ogni possibilità di equo giudizio artistico, in nome dell’amore cieco dei fans”.

I figli dei talent di quest’anno – e sono parecchi – si difendono indignati. La voce di Mengoni, Annalisa, Chiara, Antonio Maggio e Ilaria Porceddu è unica: non abbiamo il peccato originale.
Alla Marinella Venegoni io proporrei altre due strade: la prima, è quella di rassegnarsi alla realtà, che le piaccia o meno, molti dei cosiddetti cantanti da talent rappresentano il bacino di vendite più ampio del panorama italiano, hanno file di grandi nomi che gli scrivano i testi e costituiscono, oggettivamente, una parte importante del tessuto musicale italiano che, certamente, Sanremo non può escludere.
la seconda, magari meno elegante, è una strada soleggiata che porta dritta dritta a quel paese. E non è Sanremo.

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Un commentu su “La Stampa: riscriviamo le regole di Sanremo. Basta con l’Annalisa o il Mengoni di turno.

  1. sabrina on said:

    la vanagoni non ha capito che quest’anno ha davvero vinto la canzone,l’essenziale che è un capolavoro…Marco è un bravissimo artista e la resa ancor più bella ma la canzone valeva davvero la vittoria!

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