Cronaca — 14 gennaio 2014 16:54

Labello e crema Nivea pericolosi e cancerogeni. Ma non sono i soli. La lista dei prodotti da evitare

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Stai a vedere che non ci si può più fidare nemmeno del burrocacao. Quel rassicurante Labello da portare in tasca quando le labbra sembrano colpite da un’arma da fuoco o addirittura – ce lo mettiamo in mezzo che tutto fa brodo – nemmeno dell’olio Johnson quello che si spalma ai neonati. Musica tetra, caliamo le luci e assumiamo un espressione a caso di Barbara D’Urso: sarebbero cancerogeni.

La notizia arriva da… beh, praticamente dappertutto. Continua a rimbalzare da un blog all’altro in modo virale. Sarebbero in particolare 5 i prodotti da evitare come la peste perchè ricchi di Petrolato, Paraffina e Siliconi: sostanze derivanti dal petrolio o create in laboratorio che farebbero bene al nostro organismo come la grandine fa bene all’uva. Ma vediamoli questi prodotti incriminati.

Creme per le mani: Nivea in testa ma anche Glysolid, Dove, Vichy, Leocrema.
Conterrebbero siliconi e petrolati, cancerogeni di tipo II nonchè dei potentissimi inquinanti. Darebbero una sensazione fittizia di setosità dovuta proprio ai siliconi. In realtà non permetterebbero alla pelle di respirare rendendola lucida e impura. Ed è uno.

Cristalli liquidi e semi di lino per capelli. Siliconi a manetta quindi tutto come sopra.

Shampoo Herbal Essence, Pantene, Sunsilk, Elvive, Biopoint: sarebbero troppo aggressivi seccando la cute e procurando forfora e irritazioni. Inoltre, tra gli ingredienti, ci sarebbe il dimethicone,  allergizzante e dannoso rilascerebbe inoltre la formaldeide, altra sostanza cancerogena.

Olio Jonhnson’s Baby o meglio paraffina liquida, cioè un derivato del petrolio nudo e crudo. Fate un po’ voi.

E infine lui: il Labello.  Con la sua base di cera microcristallina e paraffinum liquidum creerebbe dipendenza e soprattutto avrebbe grandi dosi di petrolato che potrebbero essere ingerite.

Vi lascio con la lista degli ingredienti di questi prodotti. Considerando che la notizia si rincorre da un po’ si attendono delle risposte da queste case di produzione. O per lo meno delle smentite, ma finora tutto tace.

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