Dal mondo — 17 novembre 2013 17:39

Morire per un assorbente interno. Natasha e lo choc tossico da tampone

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Morire per un assorbente interno, il cosiddetto tampone. Certe volte la vita è strana ma la morte può esserlo molto di più.
La drammatica storia che ha per protagonista una giovane ragazzina 14enne è avvenuta nel Regno Unito ed è stata riportata in tutto il mondo dal Daily Mail.
Lei si chiamava Natasha Scott-Falber ed è morta, secondo l’autopsia, per quella che è stata definita una sindrome da choc tossico, uno degli effetti collaterali che effettivamente i tamponi possono provocare.

Fondamentalmente si tratta di un’ evenienza davvero remota ma ogni anno colpisce 40 donne nel Regno Unito. Lo choc tossico viene solitamente provocato da un utilizzo sbagliato del tampone che per troppo tempo viene tenuto senza essere sostituito. In questo caso, però, la tragica fatalità si è verificata per una manovra del destino ancora più assurda è imprevedibile: la piccola Natasha infatti pare abbiamo utilizzato l’assorbente interno in modo del tutto regolare e a causare la morte sarebbe stata un infezione scatenata proprio al momento dell’inserimento del tampone.

Natasha avevo solo quattordici anni ed era la prima volta che utilizzava un assorbente interno. Poco dopo l’inserimento del tampone la giovane si è sentita male, è rimasta a letto con la febbre per 5 giorni ed spirata di notte mentre guardava una serie tv.
I genitori hanno deciso di sostenere e finanziare una campagna per sensibilizzare le ragazze su questa sindrome e indirizzarle al corretto uso dei tamponi.

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