Cronaca — 24 ottobre 2012 18:28

Omicidio Carmela: viaggio nella pagina Facebook del killer, Samuele Caruso tra gattini dolci e rimproveri affettuosi

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Chiamala informazione o morbosità, la linea è sottile e sono in tanti a sorpassarla (probabilmente questo post è un ennesimo passo verso questa direzione). Fatto sta che non passa momento in cui un tg o un blog non racconti gli sviluppi del delitto di Palermo, quello in cui Samuele Caruso ha accoltellato l’ex fidanzata Lucia e ammazzato la sorella di quest’ultima, Carmela Petrucci.
Ora, l’ultima agghiacciante testimonianza in merito alla vicenda, la riporta “Il Messaggero”. Stavolta è una vicina di casa a parlare, testimone oculare del fatto nonché fautrice dell’interruzione della furia omicida di Samuele Caruso.
“Samuele dava coltellate a raffica – ha detto la donna – era chinato su Lucia e continuava a colpirla. Accanto c’era Carmela già esanime. Gli ho urlato«Che stai facendo? Smettila» e lui è fuggito”.

Cosa possa succedere nella mente e nel cuore di una persona che si faceva chiamare “tigrotto” non ci è dato saperlo. A proposito, non so se avete dato un’occhiata alla sua pagina Facebook. L’immagine di copertina rappresenta un gattino dal musetto dolce che gioca con una macchina fotografica, in quella del profilo Samuele sorride ingenuo con camicia e occhiali. Immagini ben distanti da quelle in cui fa sfoggio, con fare sfacciato, del suo fisico scolpito. Si trovano in bacheca proprio in mezzo agli auguri di compleanno degli amici e a quel “ma che minchia mi combini?” scritto da un contatto, che suona irrimediabilmente fastidioso, come il rimprovero al fratellino che ti porta un’insufficienza da scuola.
Facebook si conferma ancora una volta come un’inquietante finestra su una realtà distorta. Poi ti chiedi come si possa provare tenerezza per un gattino e non provare nessuna pietà per una ragazza…

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