Cronaca — 5 marzo 2013 18:31

Operaio morto al concerto della Pausini: dopo un anno nessuna risposta, la sua vita risarcita con 1936 euro. La parola al Presidente

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Una storia paradossale: da una parte c’è una mamma che ha appena trovato una figlia (Laura Pausini), dall’altra c’è una donna che il figlio l’ha perso (e proprio al concerto della Pausini).
Vi ricorderete sicuramente della storia di Matteo Armellini, l’operaio trentenne che morì lo scorso 5 Marzo mentre montava la struttura del palco per il concerto della Pausini a Reggio Calabria (qui c’è l’intera vicenda). Oggi, a un anno esatto di distanza, la madre di Matteo torna a farsi sentire: nessuna notizia dell’inchiesta giudiziaria in corso alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, solo qualche accertamento da parte di un perito.

La signora ha così scritto al presidente Napolitano chiedendo giustizia e risposte: “Tenuto conto dei tempi della giustizia – scrive la signora – c’è il rischio che non arrivi mai a conoscere la verità sulla morte di mio figlio. Mi rivolgo a lei signor Presidente affinché il mio dolore di madre non rimanga invisibile e senza risposte”.

Non è la prima volta che la madre di Armellini urla a gran voce le sue ragioni. Era già successo qualche mese fa, quando la morte di Matteo fu risarcita dall’Inail con 1936 euro. Questo il prezzo che lo Stato dà a un figlio. Non ci sono altre parole da aggiungere.

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