Cronaca — 29 dicembre 2012 14:28

Ryanair, denuncia di 4 piloti: “ci obbligano a volare sempre con poco carburante. Rischiamo e siamo sotto pressione. Ryanair è una dittatura”

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Decolla la polemica e, ancora una volta, nel cielo di Ryanair è piena tempesta. Dopo lo scandalo delle zecche in aereo, con tanto di passeggeri al pronto soccorso, la minaccia per la compagnia irlandese ha il volto oscurato di quattro anonimi piloti.
In un’intervista rilasciata alla tv fiamminga Kro, i quattro piloti Ryanair avrebbero scagliato sulla compagnia aerea accuse pesantissime: “Gli aerei Ryanair volano regolarmente con meno carburante di quanto sia necessarioI piloti vengono educati a volare con meno riserva e sono messi in un continuo stato di stress, sempre sotto pressione”.

L’azienda dai biglietti super low cost avrebbe come obiettivo unico il risparmio, per questo – per non gravare sulle spese – farebbe grandissime pressioni sui dipendenti allo scopo di utilizzare meno carburante. “Il management della Ryanair è come una dittatura” afferma uno dei piloti. “Questo metodo può avere gravissime conseguenze sulla sicurezza e speriamo che non serva un incidente per sollevare la questione”.
Che il serbatoio mezzo vuoto sia uno degli “ingredienti” che Ryanair utilizza per le sue politiche di prezzo senza concorrenza? Sinceramente sembra poco plausibile. Insomma, tutte le compagnie si attengono a dei rigidi protocolli e aderiscono dal 1990 alla Joint Aviation Authorities che detta severe norme da rispettare. Tra queste c’è sicuramente un limite minimo e massimo di carburante necessario per le tratte e i singoli voli e, per quanto Ryanair possa tendere al minimo, mi sembra ovvio che non sfori la soglia del consentito.

Le politiche low cost di Ryanair si basano piuttosto sulle soste in pista, relativamente brevi e quindi soggette a tassazioni minori; sul servizio (o meglio non servizio) in volo, sulle convenzioni con gli aeroporti, spesso decentrati; sugli accordi con i partner (uno su tutti Terravision, la compagnia di bus che traghetta i passeggeri fino al centro città) e sul commercio di un ricco merchandising. Sembra piuttosto che il fuoco incrociato di attacchi contro la compagnia col piano di espansione più ampio dei prossimi anni sia frutto di un’attenta operazione demolitrice da parte di soggetti terzi.

In attesa di conoscere la verità, io continuerò a sussurrare Ave Maria poco prima del decollo.

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