Cronaca — 20 aprile 2013 17:22

Sarah Scazzi: così finisce la storia, tra gli applausi. Accusato anche l’ex avvocato di Sabrina

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3 anni, 52 udienze e 15 mesi di processo dopo finisce l’amara telenovelas sul caso dell’omicidio di Sarah Scazzi, la ragazzina -all’epoca quindicenne – uccisa in una villetta di Avetrana nell’estate 2010. Vincitori e vinti, in questo caso, non ce n’è davvero. Lo zio Michele Misseri, per tutti l’orco, difficilmente riuscirà a scrollarsi di dosso l’etichetta del colpevole nonostante, di fatto, non sia stato lui a compiere l’omicidio in se. Certo, riuscire a vederlo come un eroe, come l’uomo che per anni si è addossato la colpa per salvare figlia e moglie viene davvero difficile. Per lui 8 anni di carcere e un nuovo processo per autocalunnia, poca roba per uno che, in diretta dalla D’Urso, non risparmiava i dettagli nel raccontare come una corda possa uccidere una persona. Un racconto freddo e ricco di agghiaccianti tecnicismi, manco fosse un video tutorial di Youtube su come farsi le unghie. Le vere colpevoli della storia, quindi,  sono loro: la cuginetta adorata e la zia che ha cresciuto Sarah come una figlia: Sabrina Misseri e Cosima Serrano, condannate all’ergastolo.

Michele Misseri, infatti, entrò in casa solo successivamente, quando le due donne chiesero aiuto e da bravo uomo di casa si diede da fare per far scomparire il cadavere. Ma nell’elenco dei cattivi ci sono anche il fratello di Michele, Carmine Misseri, e il nipote Cosimo Cosma, entrambi condannati a sei anni per aver aiutato Misseri ad occultare il cadavere.
Dentro il buco nero di questa vicenda, però, finiscono decine di altre persone: Giovanni Buccolieri, ad esempio, fioraio di Avetrana, che dovrà rispondere di false dichiarazioni in un altro procedimento, un imprenditore turistico accusato di favoreggiamento,  L’avvocato Vito Russo, ex legale di Sabrina, per le ipotesi di reato di favoreggiamento personale e intralcio alla giustizia e tanti altri personaggi secondari.

“Chi uccide merita l’ergastolo. Ci speravo ma è una sentenza amara” ha detto la madre di Sarah. E così, su queste parole, e mentre l’ennesimo colpo di scena si palesa sul palco (un uomo che oggi ha cercato di aggredire Michele Misseri), Salvo Sottile e Bruno Vespa preparano i loro specialoni in prima serata, con un’enfasi da evento che sa tanto di finale di stagione. Sipario e applausi, gli stessi che hanno salutato la lettura della sentenza in sala.

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