Tv — 27 ottobre 2012 17:06

Spot Coca-Cola con Simone Rugiati a rischio censura. La storia di Zoe spiega perchè la bibita ci ammazzerà tutti

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Avete presente lo spot della Coca-Cola “ceniamo insieme”? Quello con il videocuoco Simone Rugiati che, pensate un pò, a furia di correre a “Pechino Express” è finito in quel di Napoli. Tavola apparecchiata, cibi sani, bella gente e il tutto annaffiato da litri di Coca-Cola. Così, mentre i messaggi che lo spot voleva veicolare erano quelli di convivialità, tradizione e genuinità, le associazioni dei consumatori sono insorte al grido di “tutto falso, realtà illusoria”. Secondo il sito Net1 si sarebbe richiesta perfino la censura del suddetto spot. Ma come mai? Il motivo è semplice: la Coca – Cola fa male, e per male intendo dire “moriremo tutti”.

Secondo il Centre of Science in the Public Interest (CSPI)”Coca – Cola e Pepsi espongono, ogni anno, milioni di persone a una sostanza chimica che provoca il cancro”; trattasi del colorante marrone, il metilimidazolo Del4, talmente genuino da essere prodotto in laboratorio con l’utilizzo di ammoniaca. E non è finita qui: il beverone più buono del mondo provocherebbe inoltre affaticamento cardiaco, pressione alta, acidosi del sangue, e – soprattutto – dipendenza. Ditelo a Zoe Cross, una svitata che deve consumare 24 lattine di Coca – Cola al giorno. Tutto è iniziato quando lavorava in un fast food, poteva bere tutte le bibite che voleva, e così, questa 18 enne americana, oggi accusa tutti i sintomi da crisi di astinenza se non beve almeno 2 litri di Coca-Cola ogni giorno e tutti i problemi renali ed epatici se continua a bere.

Rugiati, perchè non chiedi a Zoe di cenare insieme?

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