Cronaca — 19 marzo 2013 09:34

Vendola corteggia Campanella, il “grillino traditore”, ed è subito polemica. L’onorevole pugliese: “non ne conoscevo l’esistenza”

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Qualcuno sta brigando alle spalle e prendendo in giro i nuovi onorevoli e senatori grillini e questi, un po’ ingenuamente, ci cascano. Del loro, bisogna ammetterlo, ce ne mettono molto, dalla deputata Gessica Rostellato che scrive su Facebook di non aver voluto stringere la mano alla collega Rosy Bindi che gliela offriva, alle gaffe e ignoranza mostrata davanti alle telecamere (una campionessa questa Rostellato) quando balbetta di fronte alla telecamera di non sapere cos’e la Bce e chi è Mario Draghi (benedetta Tv) ed, ancora, alle affermazioni di granitica solidità del gruppo, un po’ troppo frettolose, dei capigruppo di Camera e Senato proprio per questo commissariati dal duo CasalGrillesco. Basta una telefonata per rendersi ridicoli con questa voglia di dimostrare comunque e sempre l’etica dell’appartenenza a oltranza? Pare di si, quantomeno per il Senatore Francesco Campanella, uno di quelli che ha dichiarato di aver votato in coscienza per il Senatore Piero Grasso alla Presidenza del Senato, contravvenendo agli ordini del capo, che sul suo profilo Facebook (la rete è una dannazione. E dire che i capi li avevano avvertiti di stare attenti alle dichiarazioni troppo disinvolte.).

Campanella ha affermato di aver ricevuto una telefonata dall’Onorevole Niki Vendola con il quale si complimentava con lui per la scelta e gli offriva la disponibilità ad accoglierlo nelle file della maggioranza qualora Grillo l’avesse cacciato. Un avvenimento strano? Oppure no, si chiede il Senatore Campanella che continua nel suo post stigmatizzando l’offerta di Vendola, il quale non capisce che un cittadino possa votare per evitare che la seconda carica dello Stato vada ad una persona inetta. “Per i politici tutto è tattica, merce di scambio, gioco a scacchi. Sono offeso. Profondamente offeso”. A suo dire, una scelta etica è stata scambiata per disponibilità all’inciucio, e una scelta difficile è stata equivocata come infedeltà ai propri impegni. “Non sono in vendita – sentenzia alle 23.00 di ieri – Non ho un cartellino del prezzo da cercare e quindi, signori, astenetevi dal fare brutte figure”. Cavolo, Vendola, politico di lungo corso, onesto fino a prova contraria, capace di scelte coraggiose, che ha governato per due legislature la Regione Puglia che si mette a telefonare ai Senatori grillini per blandirli e adularli? Può essere ma anche no. Infatti, prestissimo arriva la smentita di quest’ultimo.

 ”Non conoscevo l’esistenza del Senatore Campanella che farnetica di una mia telefonata. Penso che sia stato vittima di uno scherzo. Chiarisca – intima Vendola – si accerti della veridicità della telefonata e chieda subito scusa. Non sono un venditore né un compratore di onorevoli senza onore” e se le scuse non arrivano, Campanella sarà chiamato dal giudice in Tribunale per rispondere di una cosi ridicola diffamazione”. Tempi duri per i neofiti grillini. Un po’ di umiltà, magari accompagnata da un po’ più di prudenza e raziocinio per il futuro? Magari si ma anche no.

 

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