Tv — 18 giugno 2014 14:07

Yara Gambirasio, fiction in prima serata dopo l’estate: “Grande attore protagonista”. Lo spettacolo della morte in diretta e la dignità della famiglia

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E così il prossimo inverno, oltre ad onori, rispetti, peccati e vergogne varie, dovremmo pure fare i conti con la fiction su Yara Gambirasio.
Proprio così, ad annunciarlo è stato lo stesso Pietro Valsecchi, quello della Taodue, produttore di infinite serie tv su poliziotti e carabinieri vari che, anche stavolta, ha voluto entrare con tutte le scarpe dentro casi di omicidi e misteri.
Non che ci sia molta differenza, badate bene. Certo, l’accigliato Salvo Sottile non avrà i pettorali gonfi del Gabriel Garko nazionale, tra Bruno Vespa e Manuela Arcuri ci passa in mezzo l’intera campagna ciociara ma, alla fine della fiera, quello che in tutti questi anni hanno offerto i talk show non è poi troppo diverso da quello che farà il film tv su Yara: ricostruzioni con attori, plastici, rallenty, presunte prove e lame di coltello in favor di camera. Gli elementi ci sono tutti.
D’altronde, i recenti nuovi sviluppi della vicenda con il fermo del presunto assassino, hanno fatto stappare bottiglie di Don Perignon ai piani alti di Rai e Mediaset dove i dirigenti hanno festeggiato toda la noche per gli ascolti record dei vari approfondimenti.
E nel frattempo mi immagino Barbara D’Urso, che per tutto l’anno si è destreggiata tra una Melania Rea e una Meredith Kercher, che si sta mangiando le mani in qualche atollo paradisiaco (ma dovevano scoprire il colpevole proprio negli unici 18 minuti dell’anno in cui sta santa donna non va in onda?). Ti mando un bacio, anzi un Carmelita smack.

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Gli sceneggiatori pronti a farvi versare lacrime amare possono quindi finalmente scrivere la parola fine alla vicenda. Ad ammetterlo è lo stesso Valsecchi che all’Ansa spiega:  ”L’individuazione del colpevole era l’ultimo fondamentale tassello che mancava ad una vicenda sulla quale stavamo da tempo raccogliendo documentazione e materiali per raccontare in una miniserie televisiva in due puntate un caso che ha appassionato l’opinione pubblica e che rappresenta una grande affermazione delle capacità investigative delle nostre forze dell’ordine”.
Ma niente Parroci in bicicletta in stile Don Matteo, suore, perpetue e chierichetti vari. Il protagonista sarà un capitano dei carabinieri e ad impersonarlo – secondo Valsecchi – ci sarà un grande attore (forse stavolta l’ipotesi Garko sfuma).

In tutto questo il primo pensiero va ai genitori della povera Yara. La famiglia Gambirasio, simbolo universale della dignità, è sempre stata lontana dai fari in stile supernova dello studio della D’Urso e da circhi mediatici di ogni tipo. Adesso dovranno rivedere la morte della figlia in prima serata, tra la pubblicità del tonno con Kevin Costner e quella delle crociere con la gente felice. Ma poco importa. A Canale 5 preparano nuove scorte di bollicine per festeggiare.

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